martedì 26 aprile 2011

Ricetta: pane siciliano fatto in casa

In sicilia il pane è una leccornia.
La sua fragranza e la sua consistenza sono introvabili altrove.


Il nostro pane è un pane corposo e morbido allo stesso tempo, in grado di essere mangiabile anche fino a 3/4 giorni, e questo è un vero pregio.


Un tempo veriva fatto dalle "furnare", donne che reggevano la panificazione di interi quartieri, ed anche i forni di quartiere erano un'usanza molto radicata, di fatto l'addetto al forno lo preparava, lo "famiava" e quando era pronto suonava una trombetta, le donne accorrevano con il proprio pane dove era stato apposto un segno particolare (la "sima") ed erano pronte anche a litigare confrontando i vari impasti.


La ricetta base è la seguente:


domenica 24 aprile 2011

BUONA PASQUA

pecorella di pasta reale

no stavolta non l'ho fattaio..sono in vacanza! buona pasqua!

giovedì 21 aprile 2011

Palermo è fimmina...con rispetto parlando.(venerdì del libro)









Dati i temi, molto consoni a questo blog "siculo", per questo venerdì ci siamo spostati qui, con la Rubrica di HOMEMADEMAMMA


Ci sono città che le attraversi e non senti niente: i ponti, le strade, le piazze… torni a casa e già ti sei scordato tutto… manco un pezzo di cielo o un albero o una nuvola ti è rimasta nella memoria. Eppure il cielo, gli alberi e le nuvole sono dappertutto. Però succede. Città piene di traffico, di luci, di rumori, ma vuote, talmente vuote che sembrano immaginate. Vero è. Ti può capitare. Pensaci.
A Palermo no. Palermo è diversa.
Palermo è fimmina.
Lo senti dall’odore che ti piglia allo stomaco, alla bocca, al naso su fino a riempirti la testa. Ti può capitare di sentirti ‘mbriacu camminando a Palermo. T’imbriachi di sale, di mare, di sole, di frittola e di meusa; t’imbriachi di scirocco, di scruscio di tamburi, di campane che rintronano, di vuci martellanti, di zoccoli di cavalli e di robbi stinnuti…
Palermo è fimmina e ti rapisce, manco te ne accorgi e sei già suo, perso dentro i suoi colori: ti tinge di rosso corallo e di viola, di azzurro mare e di blu notte, di giallo arraggiato e di bianco accecante, di virdi scuzzuni e di virdi spiranza… spiranza di vita, di aria, di luce, di ciauru di gelsomino e di basilicò…


ricetta della cassata palermitana a forno e buona pasqua!


questa ricetta l'ho postata qualche tempo fa su mammadifretta, ve la ripropongo augurandovi buona pasqua e felici giorni !

















La cassata a forno!!!!!

in verità mi sarebbe piaciuto fare l'originale, che è il dolce tipico della pasqua palermitana...

questo dolce risale all'epoca dell'invasione dei saraceni, quando si diffondeva in Sicilia anche l’uso della canna da zucchero e quindi molto tempo prima della più nota cassata siciliana.


Si racconta infatti che mentre un arabo mescolava zucchero e ricotta gli venne chiesto il nome del dolce che stava realizzando e lui rispose “qasat” che era invece il nome della ciotola che conteneva gli ingredienti. È da questo malinteso che deriva la denominazione di cassata, diversa dalla più famosa cassata siciliana.

ricetta:maccu di fave


Dove  si trova questo tempio?? cosa? ATENE?? Ma nooooooooo!!!


Questo è il tempio della concordia, ad Agrigento. Lo vedo ogni volta che da Palermo torno al mio paese natale(Licata).
La cultura della “magna Grecia” è la colonna portante di tutto lo sviluppo artistico, letterario..e culinario della Sicilia.

La Cucina siciliana è tra le più ricche di gusto del pianeta. Uno dei pochi vantaggi dell’essere stati dominati da così tante popolazioni.
Un piatto che ha origini greche è il cosiddetto “maccu”, si tratta di una zuppa fatta con fave e finocchietto selvatico..e dato che è tempo di fave..maccu  Sia!

mercoledì 20 aprile 2011

ricetta: bucatini alla carrettiera








La pasta alla carrettiera è una pasta semplice, che si può fare in qualunque momento, e che ci risolve facilmente un pranzo.

Una ricetta semplice che pure ha la capacità di cambiare secondo i gusti della persona che la prepara.
Famiglia che vai, carrettiera che trovi!

La mia ricetta viene dalla tradizione della Sicilia occidentale, molto diversa da quella della Sicilia orientale, una cucina povera che si arricchisce di sapori.
Grazie alla mia anziana vicina di casa per la sapienza che mi ha trasmesso!

Il nome deriva da una vecchia usanza dei carrettieri Siciliani, gli autotrasportatori   di circa 40 anni fa che stavano fuori tutto il giorno per svolgere il proprio, basilare lavoro.

Si alzavano la mattina presto e tornavano a casa la sera tardi, fermandosi per far riposare i cavali (o, più spesso i muli).


martedì 19 aprile 2011

cucina sana: I danni del teflon e i vantaggi della ceramica







Oggi parliamo di attrezzi e di cucina sana. La nostra lente sarà puntata sulle padelle antiaderenti, vedremo quali sono i danni che può causare il TEFLON e quale alternativa seguire.


Cominciamo col dire che negli stati uniti, il  Teflon sparirà entro il 2015. Una vecchia direttive dell' L'Environmental Protection Agency ha chiesto ai produttori di acido perfluoroctanoico (Pfoa) - sostanza utilizzata nella fabbricazione di utensili da cucina antiaderenti e di prodotti come il Teflon - di ridurne del 95% entro il 2010 emissioni e livelli; e di procedere alla loro eliminazione entro il 2015.


Una delle aziende produttrici è stata condannata al rimborso di 85 milioni di dollari perchè tracce del composto erano state trovate nelle falde acquifere della west Virginia.


domenica 17 aprile 2011

Ricetta degli spaghetti ai ricci di mare

Oggi è domenica, e la domenica per me è giornata di pesce...
Nonostante ieri ci sia stato un temporale stamattina eravamo in riva al mare...perché ai Siciliani di "fascia costiere" serve una dose periodica di salsedine che entra fin dentro agli alveoli, per sopravvivere...

La Sicilia è una terra arida, ma è stata la  musa di Quasimodo, Sciascia, Pirandello...e il suo mare è il mare che traspare dalle pagine dei libri di Andrea Camilleri...questo è il mare che ho visto stamattina...

Vista  di" Isola delle Femmine" isolotto di fronte all'omonima città e riserva naturale della LIPU.


Una cosa che affascina chi vede per la prima volta Isola delle Femmine è il profumo.
Profumo di Pesce.
Profumo del pesce cucinato nei ristoranti, l'odore dei gamberi alla brace irrorati di vino locale "nobile" o delle cantine locali, di pizze alla marinare...di Spaghetti ai ricci di mare...

Il profumo di Aglio e Prezzemolo misto a quello delle sarde a beccafico...

E poi un altro profumo..quello del Pesce appena pescato e venduto sulla banchina del porto..il pesce con ancora la coda curva e il pescatore che per venderlo  urla " talialo che beddu...ancora parla!" (guardalo che bello, ancora parla) ad indicare la freschezza del pesce appena pescato.

Oggi avevo bisogno di un piatto che mi tirasse su... e così ho scelto di comprare un "bicchiere di ricci",  per fare una ricetta che anticipa l'estate...

In Sicilia, Estate, vuol dire spaghetti con i ricci di mare...lo so, in alcune parti d'Italia il riccio non viene considerato commestibile..d'altronde , che dire, io non mangerei mai una rana!!

Del riccio si mangiano le uova, quindi quello che viene usato è la femmina, di colore violaceo...

Al porto di Isola si trovano venduti anche in bicchiere, ma se non abitate ad Isola e neanche vicino al mare, si trovano in scatola negli ipermercati.

Ed ecco la ricetta:
 Dosi per quattro persone

avete apprezzato questo post???

allora date un'occhiata anche a questi...

in cucina con mamma di fretta